Uno sguardo agli strumenti musicali

Da Musica News 2017
A cura degli allievi dei corsi di orientamento musicale

Il clarinetto

Il clarinetto è uno strumento aerofono ad ancia semplice, appartenente alla famiglia dei legni. Deriva da un antico strumento dal funzionamento molto simile: lo chalumeau. A seguito delle molte modifiche apportate allo chalumeau da Denner, Müller e Klosé, si è sviluppato lo strumento moderno che conosciamo.

Il termine clarinetto appare per la prima volta del 1732. Il clarino è uno strumento che appartiene alla famiglia delle trombe e, siccome il clarinetto a quel tempo aveva un suono molto simile a esso, è stato adottato questo termine.

Il clarinetto si suddivide in cinque parti: il bocchino, il barilotto, il pezzo superiore, il pezzo inferiore e la campana. Solitamente il materiale impiegato è il legno o l’ebanite, ma si può anche costruire in metallo. I sei clarinetti più comuni sono il clarinetto piccolo in mi♭, soprano in si♭, in la, contralto in mi♭, basso in si♭ e contrabbasso in si♭. Il clarinetto viene generalmente impiegato nelle bande musicali, nel jazz, nelle orchestre o come strumento solista.

Arianna Trevisan

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Il saxofono

Il saxofono è uno strumento aerofono ad ancia semplice. Esso fa parte della famiglia dei legni perché, nonostante il corpo dello strumento sia normalmente di metallo, l’ancia, ovvero la linguetta vibrante da cui parte la produzione il suono, è ricavata dal legno di bambù.

Il saxofono fu inventato nel 1841 da Adolphe Sax (da qui il nome ‘saxofono’). La famiglia dei saxofoni è molto vasta; i quattro tagli più utilizzati che compongono il quartetto di saxofoni sono il soprano in si♭, il contralto in mi♭, il tenore in si♭ e il baritono in mi♭. Esistono però vari altri saxofoni che vengono utilizzati più di rado, come, per esempio, il sopranino in mi♭, il basso in si♭, e il contrabbasso in mi♭.

In generale, il saxofono è presente in quasi tutti gli stili musicali moderni (anche se in linea di massima è meno rappresentato nel rock e nella musica elettronica), e anche nella musica classica e nelle orchestre sta prendendo sempre più piede con il passare degli anni.

Luca Macchi

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La tromba

La tromba è uno strumento aerofono della famiglia degli ottoni. La sua storia è molto antica: i suoi primi antenati, comunemente denominati didgeridoo, hanno origini preistoriche.

Inizialmente usati in guerra, gli antinati occidentali della tromba più importanti furono la tromba dritta e poi quella barocca. La tromba moderna (a pistoni) fu inventata nel 1813 da Stölzel e Blühmel e poi perfezionata nel 1839 da Périnet.

Esistono vari tipi di tromba: in ognuna di esse cambia la tonalità. Le trombe moderne si trovano generalmente in si♭ e do (le più usate), in mi♭ (acuto e non), re e fa.

Pietro Martino

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La batteria

La batteria è uno strumento a suono indeterminato composto da tamburi, piatti e altri accessori (come i sonagli). Fa parte degli strumenti a percussione; troviamo infatti tamburi (membranofoni) e piatti (idiofoni) di vario genere. Il suo impiego principalmente si riduce a quello di accompagnamento, ma spesso possiamo anche trovare dei soli a essa affidati.

Può essere adattata a qualunque genere di musica, dall’afrocubano al rock. Viene suonata per mezzo di due bacchette di legno di hickory (anche se possono essere utilizzate le mani, le spazzole, i rod e le bacchette morbide) e per mezzo di pedali. Alcune marche famose di batteria di batteria sono la Zildjian, la Paiste e l’HP.

La batteria nasce in America nella seconda metà del XIX secolo, e viene diffusa in Italia grazie ad artisti e band statunitensi, tra cui ricordiamo il batterista Buddy Rich. Altri batteristi famosi che saranno ricordati per sempre sono Steeve Gad con la rullata al concerto di Central Park, Dave Weckl con la cassa doppia e John Bonham, considerato il più grande batterista rock di tutti i tempi.

Filippo Fugacci


Il clavicembalo

Il clavicembalo è uno strumento cordofono a tastiera. Il suo funzionamento avviene tramite un salterello che pizzica la corda e non la ‘martella’, come accade invece nel pianoforte. Il meccanismo è formato da un plettro che mette in vibrazione la corda e uno smorzatore che la blocca.

Esistono vari tipi di clavicembalo. Il clavicembalo comune è quello di dimensioni maggiori, con il quale si possono ottenere anche il piano (p) e il forte (f) tramite l’uso dei registri. Esso è più complesso della spinetta, che ha le corde impostate a un angolo con la tastiera di circa trenta gradi, e del virginale, di dimensioni più ridotte.

La nascita del clavicembalo è avvenuta intorno al Cinquecento nelle maggiori città italiane, tedesche, francesi e inglesi. Nelle sue molteplici varianti, ha rappresentato lo strumento più ‘versatile’ e ‘multiuso’ dell’epoca. I compositori più importanti che hanno scritto per clavicembalo sono stati Domenico Scarlatti, Johann Sebastian Bach, Georg Friedrich Händel, François Couperin, Jean-Philippe Rameau e Henry Purcell.

Filippo Fugacci

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